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Radioradicale ha messo a disposizione gli audio dell’udienza del 13/11. Ju29ro ha riassunto il controesame di Di Laroni in 4 video.

Prioreschi evidenzia come i dati dei tabulati siano stati forniti in modo estremamente disordinato e che sinora si è presa per valida la riorganizzazione a mano fatta dal Di Laroni:

Cade l’ennesimo pilastro dell’accusa: L’ansa rilanciava i nomi degli arbitri sorteggiati prima che Moggi si vantasse con la propria segretaria di esserne già a conoscenza. Da notare come Di Laroni dia per scontato che, in virtù delle preclusioni, Moggi si scegliesse gli arbitri.

La Morescanti contesta la mancanza di verifiche che corroborino l’attribuzione delle sim svizzere agli imputati:

Le sim svizzere vengono attribuite agli imputati perchè solo questi sono stati inseriti nell’elenco dei possibili utilizzatori. Non si è estesa la verifica ad altre persone gravitanti nel mondo del calcio

Un ringraziamento di cuore a Luca (ju29ro)

Siamo la ex-Juventus

Senza parole ...

Un’altra sconfitta, un altro 2-0.
Il goal della domenica di Nenè ha aperto le danze, Matri le ha chiuse.

Nel primo goal subito, Marchisio – finalmente – si posiziona davanti ad un avversario che cerca di battere in fretta una punizione in mezzo al campo: poi, quando la palla passa lateralmente allo stesso Nenè, nessuno gli impedisce di tirare.
Il classico goal fortunoso?
Sì, come quello di Hallfredsson della Reggina lo scorso 26 aprile (finì 2-2): Poulsen glielo lasciò scoccare dai 25 metri. Il risultato, fu un goal fantastico. Di fortuna, certo: valgono anche quelli, però.

Confusione, totale.
A poco serve far notare che una minima reazione c’è stata (Ferrara): col Bordeaux, non si era semplicemente scesi in campo.
A volte i risultati sono bugiardi: questo è veritiero.

La nuova idea di inizio gara è stata quella di rinunciare ad una punta (Del Piero), per inserire un centrocampista in più (Marchisio): non è cambiato nulla.
A poco servono le dichiarazioni del dopo-partita, dove si accavallano proclami di ripresa, “mea culpa” o dove vengono evidenziate le posizioni sbagliate di qualche giocatore (Diego).
A più riprese ho chiesto una società che tornasse vicina al suo vero stile: silenzio e fatti.
Parole sprecate.

Questa volta non si può proprio prendersela con il Molinaro di turno (comico il tentativo non riuscito di un colpo di tacco nel secondo tempo) o con il Felipe Melo che sbaglia i passaggi (era in panchina): non va niente.
Ci potremmo attaccare ad alcuni episodi dubbi: per cortesia, non lo facciamo.
Il processo di “interizzazione” sarebbe completato.

Quella che porterà alla gara di sabato prossimo contro i nerazzurri doveva essere una settimana di tensioni: sarà, invece, di paura.
Una postilla per i tifosi del Cagliari: complimenti per il vostri ululati razzisti nei confronti di Sissoko.
Li ho sentiti bene, dalla televisione.
Tranquilli: siamo la ex-Juventus. Contro di noi potete fare quello che volete.
Se ci fate arrabbiare, però, attenti: vi mandiamo l’avv. Zaccone.
Allora lì sì che sono dolori…

Questo articolo lo puoi trovare anche nel blog di Zebrabianconera10

Proprio oggi stavo riflettendo su come il calcio si sta evolvendo troppo in fretta,dove i soldi comandano e non più la passione come un tempo. Non ci sono più quei giocatori legati alla maglia,ora vanno (non dico tutti) dove i soldi li portano. Ho trovato un video bellissimo su internet e volevo condividerlo con voi per ricordare quel calcio che purtroppo oggi non c’è più.

Con questo video “risalgono” a galla moltissimi ricordi, quei ricordi di quando ci si riuniva tutti al bar a vedere una partita di coppa o di campionato,io quel periodo non l’ho vissuto ma mi sarebbe piaciuto molto. Ora si parla solamente di calciopoli, di arbitri venduti,di partite regalate o farsate, bhe signori io questo non lo considero il vero calcio!

Tanti auguri Capitano!

Tanti auguri Capitano!

“L’ho visto volare leggero come un angelo, quando aveva la faccia da putto.
L’ho visto inventare un tiro che è diventato solo il suo e lanciarsi tra i grandi ancora ragazzo.
L’ho visto segnare con la sua squadra soprattutto nelle partite che contavano, negli scontri diretti,nelle finali in giro per il mondo.

L’ho visto arrabbiarsi e digrignare i denti se c’era un principio da difendere,
e chinare la testa se il suo bene non era quello dei compagni.
L’ho visto lottare contro gli egoismi, anche contro i suoi, perché crescendo ha capito cosa voglia dire il gruppo.
L’ho visto parlare di valori e comportarsi di conseguenza.

L’ho visto inciampare e poi cadere. L’ho seguito mentre si rialzava a fatica.
L’ho visto lottare contro allenatori e mal di pancia nervosi.
L’ho visto amare la maglia azzurra e non riuscire a farlo capire. Poi l’ho visto portarci a Berlino.

L’ho visto capire che le cose cambiano, modificare il gioco,
segnare 11 gol di seguito su rigore se il rigore poteva essere il massimo da dare alla squadra in quel momento.
L’ho visto adattarsi dove non voleva, sacrificarsi facendolo ricordare.
L’ho visto umile e l’ho visto presuntuoso. L’ho visto soffrire quando ha sbagliato.
L’ho visto uscire in smoking bianco, immacolato, da una discarica.

Non l’ho visto mollare, mai. Non ho mai letto di lui sui giornali degli scandali.
Ieri sera l’ho guardato mentre si sedeva in panchina, con il broncio di chi vuole giocare.
L’ho visto applaudire i compagni per i gol che segnavano, esultare per la squadra.
L’ho visto entrare in campo senza riscaldamento, lui che non è più un ragazzino.
L’ho visto strillare al ragazzo che parlava troppo, perché ci vuole rispetto.
L’ho visto segnare una punizione da artista e un rigore da ragioniere.

Sono contento di aver visto Alex Del Piero fare tutte queste cose.”

Tanti auguri Capitano!

Le partite della Juventus sono come una scatola di cioccolatini. Non sai mai quello che ti capita

La vita è come una scatola di cioccolatini. Non sai mai quello che ti capita”. Mi ispiro alle parole pronunciate dall’ingenuo personaggio Forrest Gump, protagonista dell’omonimo film di Robert Zemeckis, nel commentare le prime gare della Juventus di quest’anno. “Le partite della Juventus sono come una scatola di cioccolatini. Non sai mai quello che ti capita”.

Si parte con una quaterna di vittorie consecutive in campionato, tra esaltazioni e sofferenze per successi conditi da qualche paura di troppo. Ma era l’inizio del campionato: allenatore nuovo, squadra in larga parte nuova. Jolly consentiti, ci mancherebbe altro. Consentito anche il pareggio nel posticipo del turno infrasettimanale di Genova con i rossoblù (una “figata” giocare di giovedì, complimenti per l’ennesima volta agli autori di queste scelte): la prestazione era stata eccellente. I goals c’erano tutti, l’arbitro un po’ meno. Poi, però, i primi problemi “pesanti”: il pareggio interno col Bologna e la successiva sconfitta con il Palermo in terra di Sicilia avevano decretato la fine dei sogni: troppo simile, la nuova Juventus, a quella “Ranieriana”. Un altro anno buttato alle ortiche, altro che progetto vincente. Il pareggio con la Fiorentina aveva ancora troppe similitudini con i sorrisi (gli “smile”) del recente-passato-perdente. La vittoria a Siena, dove iniziò l’avventura di Ciro Ferrara sulla panchina bianconera, dava l’idea di essere tornati “punto e a capo”: l’improvvisazione che continua a farla da padrona.

Poi… La partita contro la Sampdoria. Trionfo di goals, il trapezio a centrocampo al posto del rombo (dopo un primo esperimento contro il Maccabi Haifa), la tribù dei piedi buoni in campo in contemporanea (Giovinco, Diego, Camoranesi), la palla che non viaggiava più dall’ultimo difensore bianconero direttamente all’ultimo difensore avversario, scambi veloci, pressing, grinta… Ok, abbiamo trovato la formula giusta. Ora si parte alla rincorsa dell’Inter.

Juventus-Napoli: due goals, da proteggere, custodire gelosamente per archiviare un’altra pratica. Invece no, dalla “scatola” esce il cioccolatino sbagliato. Ne provi altri due: peggio ancora. Ci fermiamo. E tornano gli incubi del passato… Inframezzati qua e là, gli incontri di Champions League: secondo posto nel gironcino con qualificazione abbastanza vicina (la prudenza è d’obbligo), qualche sofferenza di troppo ma difesa più ermetica di quanto non si riesca a vedere in campionato.

Il risultato? Quello già detto: “Le partite della Juventus sono come una scatola di cioccolatini. Non sai mai quello che ti capita”.

Qualche certezza, però, c’è. Tra queste, oltre all’immenso Camoranesi di ieri, mi preme fare una citazione particolare per David Trezeguet: 167° gol in bianconero, ha raggiunto Omar Sivori come straniero più prolifico della storia bianconera. Un plauso al campione che in molti davano per finito, ma che ha dimostrato – per l’ennesima volta – di avere ancora il goal nel sangue. Di solito mi imbestialisco quando vedo un giocatore togliersi la maglietta dopo una segnatura: la regola dell’ammonizione, in quei casi, non dà scampo. Ieri, però, gliel’ho concesso: festeggia come vuoi, David. E non fermarti più. Il grande Omar, da lassù, avrà esultato anche lui: aveva la Juventus nel cuore, e i record sono fatti per essere battuti.

Mamma diceva sempre: devi gettare il passato dietro di te prima di andare avanti”. Anche in questo caso, una frase pronunciata da Forrest Gump descrive lo stato d’animo attuale del tifoso che è in me. Quella Juventus, pre-Calciopoli, ormai non c’è più. Quegli scudetti, neanche. “Stupido è chi lo stupido fa”. Ci volete tutti “ingenui” come Forrest Gump? Vi fa piacere intasare i giornali e le televisioni di “finte verità” o “vere bugìe”? Questa è l’informazione nel nostro paese? Avete trovato le persone sbagliate.

Eravamo molto uniti… come pane e burro”. “Sento” la Juventus come parte di me. Non l’abbandonerò mai. E non mi asterrò certo dalla lotta affinchè la verità su quella farsa che è stata Calciopoli non venga fuori. Rivoglio indietro i miei (i nostri) scudetti. Buon ascolto!

Clicca QUI per sentire l’audio l’avvocato Prioreschi, difensore di Moggi che esamina il teste dell’accusa Martino Manfredi.

Juve, credici!

Juve, credici!

Finalmente posso scrivere un articolo in cui sono sereno e felice della vittoria di questa sera, pur avendo avuto contro un’ottima Atalanta incoraggiata da un grande allenatore di nome Antonio Conte.
Non siamo partiti molto bene,lo ammetto,però abbiamo saputo trovare la continuità di giocare e di crederci,realizzando due reti in solo 2 minuti di gioco.
Voglio soffermarmi sull’autore di questa doppietta: Camoranesi,un pittore a centrocampo (come lo definì Giampiero Mughini a Controcampo).
Si è mosso benissimo e ha trovato una grande intesa con Giovinco e Felipe Melo che gli serviva dei buoni palloni.
Mai avrei pensato di veder realizzare 5 reti contro una buona Atalanta,tralasciando le moltissime assenze da ambedue le parti.
Un altro mio ringraziamento va ad un giocatore che oggi è entrato nella storia della Juventus,raggiungendo Omar Sivori con 167 gol.
Subito intervistato dai microfoni di Sky ha detto: «In estate mi sono preparato al meglio, ho lavorato moltissimo, purtroppo ci sono stati degli infortuni dei miei compagni, ho avuto anche la fiducia del mister, sto lavorando molto, sono contento, è una rivincita per quello che ho vissuto l’anno scorso, prima l’infortunio, poi le scelte per cui non facevo parte della squadra. Per me quest’anno è un anno di rivincite e sono molto contento perché mi sento bene, la squadra sta facendo bene, abbiamo un gruppo fortissimo e se sono arrivato a questo traguardo devo ringraziare moltissimo i miei compagni».
Gli rinnovo gli auguri sperando che a fine stagione non ci lasci a finisca con noi questa intramontabile passione.
Forza ragazzi, noi tutti ancora ci crediamo.

Forza Juve!

Sono e saranno sempre 29!

Qualcuno di voi crede ancora a Calciopoli?
O forse ha capito in che razza di paese viviamo?

Ecco le PROVE di come l’informazione, in Italia, sia diventata DISINFORMAZIONE.

Mi preme, innanzitutto, ringraziare Antonio Corsa (direttore) e Mirko Nicolino (collaboratore) che hanno pubblicato nel sito Il Blog dell’Uccellino di Del Piero questo bellissimo lavoro, che inserisco, previa autorizzazione, nel mio blog.

Con una speranza, rivolta a chi possiede un blog, un sito, gestisce un forum… FATELO GIRARE!!!

Allora, partiamo.

Ieri eravamo rimasti qui:
Martino, pressato dal pm Narducci, ha detto le sue sensazioni di quel giorno, quando c’era da stabilire il direttore di gara della partita scudetto: “Ci fu uno strano colpo di tosse del designatore Bergamo quando il giornalista incaricato dall’Ussi scelse la pallina gialla degli arbitri”.

Con queste righe, stando a quanto riportato dal TG5 e amplificato da alcuni autorevoli quotidiani (“Gazzetta dello Sport”, “La Repubblica”, …) il processo di Napoli è terminato.
Vittoria dell’accusa, smontiamo il tendone, tutti a casa.

Ecco cosa VERAMENTE è stato detto durante il processo.

Allego un file in formato .pdf, redatto direttamente dal sito citato (da Antonio Corsa), in cui viene rendicontato quanto segue: Le bugie sul colpo di tosse di Bergamo

Su “Tutto Juve.com”, ecco l’intervento di Mirko Nicolino: Processo di Napoli: per Martino il sorteggio di Milan-Juve non fu pilotato

Per semplicità di lettura, bisogna dividere il lavoro in tre parti:

  1. Martino Manfredi (all’epoca dei fatti segretario della Can, la Commissione arbitrale nazionale) discute col PM Narducci del sorteggio di Milan-Juve;
  2. dichiarazione spontanea di Paolo Bergamo;
  3. le risposte di Manfredi agli avvocati dove smentisce tutto!

Estrapolo, per ulteriore chiarezza, le ultime righe della terza parte:

Prende la parola, fra gli altri, l’avvocato Prioreschi, difesa Moggi (taglio il resto, e passo solo a Milan-Juventus): “Senta, un solo chiarimento con riferimento a questo benedetto o maledetto sorteggio di Milan-Juve. Ad un certo punto lei dice che Bergamo fa un colpo di tosse, ho capito bene?”. Risposta: “Sisi”. Domanda: “Lo fa mentre il giornalista estrae la pallina, è così?”. Risposta: “Mmm.. diciamo lo fa nel momento in cui.. il.. giornalista.. sta con la mano nell’urna, sì”. Domanda: “Qual è allora l’incidenza del… allora che cosa significava fare un colpo di tosse mentre il giornalista pesca la pallina, me lo spiega?”. Risposta: “Ma, niente. A me fu chiesto se in occasione..”. Domanda: “A parte le sue percezioni.. Abbiamo capito che era una sua sensazione però voglio dire anche logicamente.. il giornalista pesca, Bergamo fa il colpo di tosse e manda il messaggio al giornalista? Questo è il…?”. Risposta: “Nonono..”. Prioreschi: “A mbè, perchè se nò non si capisce..”. Risposta: “Nono.. Diciamo… è stata un.. ripeto.. un discorso puramente casuale, non..”. Domanda: “Quindi il colpo di tosse di Bergamo non c’entra niente con tutto il sorteggio, quindi questo è, perchè allora..”. Manfredi: “Scusi?”. Domanda: “Il colpo di tosse di Bergamo quindi non c’entra nulla col sorteggio”. Risposta: Il colpo di tosse di Bergamo.. se non sbaglio.. mi fu chiesto se c’erano delle maniere per.. per farsi capire e… io risposi.. “Guardi sinceramente no, mi pare di ricordare che”…”. Prioreschi: “Ho capito, ma il colpo di tosse Bergamo lo dà quando il giornalista pesca!”. Risposta “Dopo diciamo che esce la partita Milan-Juve, sì. Cioè..”. Domanda: “Quindi che cos’è, un messaggio al giornalista?”. Risposta: “No!”. Domanda: “Cioè io voglio sapere ma il giornalista era d’accordo con il sorteggio?”. Risposta: “Ma no!”. Prioreschi: “E allora?”.

Qui potete ascoltare (dura 4 ore, non poco, ma si può comunque “saltare” da un punto all’altro – le parti più interessanti sono negli ultimi minuti): Il processo a Radio Radicale

Luciano Moggi

Nuove dichiarazioni shock su Calciopoli: “Le palline usate per i sorteggi arbitrali erano vecchie, usurate e decolorate, in particolare nella stagione 2004-2005″ – ha detto Manfredi Martino, all’epoca segretario della Commissione arbitrale nazionale (Can), ascoltato come teste davanti ai giudici del Tribunale di Napoli.
Voi non ci crederete, ma il vero shock ve lo procurerò io, dicendovi che anche le mie palline sono usurate.
“Decolorate” no, per fortuna, no.

“Nella scelta dell’arbitro di Milan-Juventus, decisiva per quel campionato – ha aggiunto – qualcosa non andò per il verso giusto…”.
La scelta dell’arbitro? Collina avrebbe sicuramente fatto vincere il Milan.
Come andò a finire (e le polemiche contro la Juventus) lo ricordano tutti…

Martino, pressato dal pm Narducci, ha detto le sue sensazioni di quel giorno, quando c’era da stabilire il direttore di gara della partita scudetto: “Ci fu uno strano colpo di tosse del designatore Bergamo quando il giornalista incaricato dall’Ussi scelse la pallina gialla degli arbitri”.
Avete presente il film “Johnny Stecchino”?
“Mi raccomando Lillo, se vai a Palermo, non toccare le banane!!!”
Ragazzi, che serva a tutti di lezione: se vi scappasse mai di tossire durante una riunione importante, attenzione alle conseguenze che potrebbe avere…

Ha risposto Paolo Bergamo, presente all’udienza presso la nona sezione del tribunale di Napoli: “Il designatore arbitrale Pier Luigi Pairetto era troppo lontano dal tavolo dei sorteggi per riuscire a vedere le palline che venivano pescate dal giornalista di turno. Mi preme chiarire con precisione – ha detto Bergamo – come avveniva il sorteggio. In un’aula aperta al pubblico e davanti alle telecamere della tv ci sistemavamo a un tavolo lungo quattro-cinque metri. A un’estremità c’era Pairetto e davanti a sé aveva un’urna di vetro dove venivano poste le palline con all’interno i nomi degli arbitri. Al centro del tavolo sedeva un notaio incaricato dalla Figc, e c’ero io. All’altra estremità del tavolo c’era l’altra urna con all’interno le sfere relative alle partite da abbinare. Dalla sua posizione Pairetto non poteva vedere cosa ci fosse nell’altra urna. Inoltre noi non conoscevamo il nome del giornalista che sarebbe stato designato dall’Ussi se non pochi attimi prima del sorteggio”.
E quindi tutto ‘sto casino per cosa?
In pratica, se non ho capito male: dopo anni di discussioni, l’accusa basa le proprie tesi su un “colpo di tosse”?
Mamma mia che prova schiacciante…
E quanto lavoro per arrivarci.

Complimenti al TG5 per aver emesso la sentenza prima ancora che il processo raggiungesse la sua naturale conclusione (un servizio in prima serata favoloso).

“Non ci sono illeciti. Era tutto regolare. Il campionato 2004/2005 non è stato falsato. L’unico dubbio è Lecce-Parma”
Piero Sandulli (presidente della Corte Federale – 28 luglio 2006)

Lulinha

Luiz Marcelo Morais dos Reis, detto Lulinha (Maua, 10 aprile 1990), è un calciatore brasiliano, attaccante del Corinthians,quest’anno in prestito all’Estoril.. E’ alto 168 cm e pesa 65 Kg..

Carriera
Comincia a giocare a calcio a 5 anni,e ha 8 anni,dopo un provino,viene preso dal Corinthians.

E’ un giocatore che ha un incredibile media gol,ma preferisce mettere in porta i propri compagni. Nel campionato Paulista Under 17,ha messo a segno 27 gol in 15 gare giocate.

Dal 2008,i suoi interessi sono curati dallo stesso procuratore di Robinho,Wagner Ribeiro.

Il ragazzo ha un contratto con la squadra brasiliana fino al 2009,e i dirigenti assicurano che con 4 milioni di dollari il ragazzo si può liberare.

Quest’anno è stato ceduto in prestito all’Estoril,dopo una lunga fila di offerte di squadre importanti europee.

Nazionale
Ha esordito ha 16 anni nella nazionale brasiliana Under 17.

Durante gli ultimi Europei Sudamericani Under 17,ha collezionato la bellezza di 12 gol in 7 partite,esplodendo definitivamente.

Nel Brasile indossa la maglia numero 10.

Adesso punta all’esordio nella Nazionale Under 21,per poi ambire giustamente,viste le sue abilità tecniche,alla Nazionale Maggiore.

Dati Tecnici
E’ un ragazzo dotato di grandissima tecnica,ma buca le reti avversarie in una maniera spaventosa:con la Nazionale Under 17 ha segnato 12 gol in 7 partite,mentre nel Campionato Brasiliano 27 gol in 15 gare.

Lui però non si definisce un rapace d’area,bensì un giocatore che preferisce mettere in porta i propri centravanti.

Veloce e soprattutto letale sotto porta, Lulinha sa svariare anche lontano dall’area: destro naturale, in Brasile dicono che abbia i numeri di Romario alla sua età. L’unica controindicazione può essere l’altezza: si ferma a 168 cm. Ma può ancora crescere,e non sarà certo questo il problema che non lo farà esplodere a livello Europeo.

Considerazioni Personali
Lulinha è secondo me un grandissimo giocatore perché può adattarsi a tutti i ruoli d’attacco:centravanti spietato sotto porta,uomo assist per i compagni,sa creare la superiorità numerica e ha un grande controllo della palla.

Non ha un grandissimo fisico,ma questo fa si che riesca a penetrare tra le maglie avversarie con facilità. Il suo punto debole è il colpo di testa.

Possibile adattamento in Italia
Se continuerà a crescere come successo negli ultimi anni,diventerà probabilmente un grandissimo giocatore,e sarà ovviamente cercato dalle più grandi squadre europee.

E’ possibile dunque che venga acquistato come promessa o come scommessa da una squadra italiana,magari che gli possa offrire in squadra un posto da titolare fisso e che gli garantisca una certa continuità in modo da migliorare sempre di più.

Clicca QUI per vedere un video del talento brasiliano.

A cosa starà pensando?

Arriva in sala stampa il tecnico campano. Tuta ufficiale bianconera, sguardo rilassato. Via alle domande.

Subito si parla di discontinuità, che spesso attanaglia i bianconero, e il tecnico ribadisce: “Dopo la vittoria in Israele vogliamo ritrovare il sorriso anche il campionato, la continuità è importante per ogni squadra. Il nostro desiderio è quello di accorciare le distanze dall’Inter”.

“Il distacco dall’Inter? Guai a scoraggiarsi pensando che sia finita, sarebbe l’errore più grande che potessimo commettere. Dobbiamo metterci, giorno dopo giorno, forza ed entusiasmo, consapevoli del lavoro che svolgiamo e della nostra forza. Vogliamo giocarcela sino in fondo, a tutti i costi”

A chi gli chiede se il campionato effettivamente lo vince chi incassa meno gol, l’allenatore bianconero risponde con fermezza: “No, li ho vinto anche quando la difesa non era del tutto ermetica. Mi sento di smontare questo luogo comune. Nell’ultimo periodo non ci va proprio bene, ai ragazzi chiedo più attenzione, magari quella che ci mettiamo in Europa…”. Il riferimento, ovviamente, va al fatto che fuori dai confini nazionali la Juve abbia la miglior difesa con un solo gol preso (dal Bordeaux e peraltro in fuorigico), mentre in campionato ne abbia incassati undici (su altrettanti match giocati), restando imbattuta solo nella vittoria di Siena.

Poi il discorso cade sulla sfida di domani sera, e non si può non parlare del vecchio caro amico Antonio Conte. Ferrara, con il sorriso sulle labbra: “Siamo entrambi giovani e rampanti, non ci tireremo scarpate… Scherzi a parte, con lui ho condiviso momenti bellissimi e tutt’ora esiste un rapporto intenso, perdurante. Anche se lo ammetto, nei primi periodi, quando ci affrontavamo sul campo, non c’era buon feeling”.

“Con Antonio il rapporto è molto solido, il fatto che nello scorso giugno la società lo abbia contattato, prima di puntare su di me, non è assolutamente un problema. La società è giusto che abbia fatto le sue scelte valutando tutte le possibilità e ascoltando tutte le campane. I dirigenti hanno creduto in me, li ringrazio, ma ora voglio ripagarli con la stessa moneta, dimostrando che la scelta sia stata oculata”.

Un passo indietro, a proposito della vittoria sul Maccabi: “Venivamo dal ko contro il Napoli, c’era una pressione non indifferente, ma siamo stati capaci di voltare subito pagina. E, fra l’altro, abbiamo compiuto un altro passo importante verso l’obiettivo ottavi di finale. In Champions siamo messi bene, spero di terminare al meglio il lavoro che ci attende negliultimi 180′. Buffon ancora decisivo? Non si dice per caso che sia il più forte portiere al mondo… E’ estremamente decisivo per noi, ce lo teniamo ben stretto”.

Ora la sosta, un bene o un male? Ferrara: “Abbiamo avuto e abbiamo tutt’ora un bel pò d’infortunati, siamo andati avanti e, dopo il match di Bergamo, le due settimane di pausa potranno solo farci del bene. Ci farà recuperare gente importante, mi aspetto buone nuove per Del Piero (che oggi ha svolto anche la partitella Ndr), Sissoko e Marchisio. Giovinco? Nessun problema, è tornato arruolabile”.

“Vedersi abbattere la mannaia degli infortuni non è certo un aspetto positivo, ma sento di ringraziare tutti coloro che stanno giocando in quest’ultimo periodo. Soprattutto chi non se lo aspettava, mi riferisco a Poulsen, visto che conosciamo tutti le vicissitudini estive a lui legate (il danese è stato ripetutamente offerto a squadre straniere, vedi Schalke e Fenerbahce Ndr)”.

Ottimo il recupero di Giovinco che sembrava ormai perso del tutto per questa partita fondamentale. Di certo anche L’atalanta di Antonio Conte rivela molti infortunati. Ora non ci resta che aspettare e sperare.

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